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Via della Seta, il Viaggio, la Mappa e l’Itinerario



La Via della seta è un complesso di itinerari o strade della lunghezza di circa 8000 chilometri, dove avvenivano in passato gli scambi commerciali tra Oriente e Occidente. Il percorso della Via della seta che collegava la Cina al Medio Oriente e al Mediterraneo, si diramava verso la Corea, il Giappone e l’India.

Mappa dell’antica Via della Seta e delle rotte commerciali dell’Impero Romano

 

Il nome “ via della seta” si deve al geografo Ferdinand von Richthofen che la inserì nel libro Diari dalla Cina per nominare i percorsi dove nel passato si svolgevano i rapporti commerciali tra gli imperi cinesi e il mondo Occidentale. Va detto che la destinazione finale di questa merce molto pregiata che è la seta, dopo il 200 a.C. era la città di Roma. Le prime relazioni tra i romani e il popolo cinese iniziarono proprio grazie al fiorente commercio della seta di cui la Cina inizialmente deteneva il monopolio. Tale importante e famosa pista commerciale, non fu più utilizzata nel momento in cui furono utilizzate le più veloci e moderne rotte marine.

 

Origini e nascita della Via della seta

La Via della Seta, sorta sotto la dinastia degli Han, intorno al 114 a.C. restò in vigore fino al XV secolo. Si trattava di un importantissima via commerciale ed importante mezzo di scambi di persone, merci preziose e idee tra la Cina e l’Occidente. La città di Kashgar, rappresenta una delle tappe più importanti della Via della Seta perché da qui è possibile raggiungere gli stati limitrofi.

Questa via commerciale ha premesso in passato il contatto tra i popoli dell’Oriente con quelli del Mediterraneo e del vicino Oriente. La seta, era un bene molto prezioso e ricercato nei mercanti centro asiatici che la scambiavano con il bestiame, l’avorio, il vetro, le pietre preziose e le pellicce.

Inizialmente gli scambi commerciali partirono dall’antica capitale degli Han Occidentali, Chang’An per raggiungere le città centrali di Luolan, Qiuzi e Yutian. Con la dinastia Tang, le rotte commerciali della cosiddetta Via della Seta furono controllate e bloccate dalle tribù turche, ma una volta sottomesse iniziò l’espansione dei commerci con gli stati occidentali cinesi, noti per essere popoli selvaggi.

In seguito il l’impero cinese perse il controllo di queste regioni e gli scambi furono bloccati nuovamente. Si trattava di un lunghissimo percorso che richiedeva mesi di tempo, resistenza fisica alle intemperie, che oggi e reso difficile da vincoli burocratici tra i diversi Paesi.

Sotto la dinastia Yuan, gli scambi commerciali con gli stati posti ad occidente furono riaperti, Gengis Khan unificò l’intero territorio e realizzo un vasto impero. In quegli anni, 1254-1324 Marco Polo approdo sulla via della seta e ne parlò nel suo celebre libro il Milione, dove narra si speciali passaporti che consentivano di spostarsi liberamente all’interno delle regioni attraversate dalle rotte commerciali cinesi.

A quei tempi la seta veniva scambiata in cambio di profumi e schiavi, raggiungendo il periodo di massimo splendore. L’allargamento dell’impero mongolo in Asia, verificatosi tra il 1215 e il 1360, aveva riacceso l’importanza della via della seta come mezzo di comunicazione tra il mondo orientale e quello occidentale, ma con la fine dell’impero mongolo tale rotta commerciale perse la sua antica importanza.

 

Viaggio lungo la Via della Seta

Un viaggio nella celebre Via della Seta, che comprendeva ben a 8000 km, dalla Cina fino all’impero romano, consente di vedere i vari paesi e le culture dove viaggiava la seta ed altri merci pregiate nell’antichità. Questo suggestivo viaggio, della durata di circa due settimane, può iniziare con al visita dell’antica città cinese di Xi’an, un tempo Chang’an, da cui partiva la Via della Seta e dove si trova il noto Esercito di Terracotta, la Collina della Pagoda Bianca ed il Parco delle Cinque Sorgenti.

Altra città da non perdere lungo la via della seta è rappresentata da Tianshui, perchè a qualche chilometro vi sono le stupende grotte del Maijishan sono contenenti migliaia di dipinti e sculture di Buddha. Imperdibili pure le “Montagne Colorate” site nella regione dello Zhangye, nella provincia del Gansu, create da pietre arenarie e numerosi minerali che gli conferiscono la meravigliosa e varia colorazione prima della creazione dell’Himalaya.

In seguito si può passare per il noto corridoio di Hexi o del Gansu, passaggio fondamentale per le merci dalla Cina verso l’Asia centrale. Nella parte occidentale della regione del Gansu, lungo il corridoio Hexi, si trova una piccola città, Dunhuang nota per le Grotte di Mogao, in cui si trovano ben 500 templi buddisti scavati nella massa rocciosa e spettacolari dipinti murali.

Infine si può concludere la vista presso le colline di sabbia e la parte occidentale delle rovine della Grande Muraglia Un’altra tappa da visitare è di certo la città di Almaty, zona del Kazakistan ricca di storia, parchi e meravigliosi paesaggi montani. Dopo aver visitato la città di Almaty o Città dei frutteti, si può procedere per la città di Turkestan, dove si può ammirare il famoso ed antico Mausoleo di Khoja Yasawi, magnifico edificio inserito nel patrimonio mondiale dell’UNESCO.

La tappa seguente del viaggio lungo la storica Via della Seta, è nell’Uzbekistan, un paese poco noto dove si trova una delle più celebri città asiatiche, ossia la città di Shakhribaz o città verde, dove nacque il mongolo Tamerlano. Si tratta di una città molto antica il cui centro storico fa parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO.

In seguito si arriva nella città di Samarcanda, denominata “Samarcanda, crocevia di Culture”, in cui si possono visitare stupendi giardini, i siti archeologici di Afrasiab e la Piazza Registan. Tale ricca città del passato, che è stato il collegamento principale per i commerci tra Asia ed Europa, offre numerosi edifici, moschee e mausolei, tipici esempi di architettura medievale ed orientale.

L’ultima tappa del viaggio lungo l’itinerario della Via della Seta, è rappresentato da Kashgar sita sul confine vicino il Pakistan, il Kashmir ed il Kirghizistan. Questa cittadina circondata da altipiani montuosi sorge ad oltre tremila metri sul livello del mare e vale la pena di essere visitata per la bellezza dei suoi mercati locali. Tappa obbligata è la visita alla grande moschea di Id Kah Emin del 1442, edificata come sala di preghiera del Signore di Kashgar Shakesirmirzha, ed al Mausoleo di Abakhn, un edificio sacro islamico ricoperto da numerose mattonelle decorate.

 

Storia della Via della Seta

Il termine Via della Seta, denominata così dal tedesco von Richthofen, comprende tutto un insieme percorsi intrecciati in cui avevano luogo gli scambi commerciali e culturali tra il mondo orientale e quello occidentale, iniziati a partire dal 1° sec. a.C. e protratti fino al quindicesimo secolo.



Per tutta la via della seta, costituita da rotte via terra, fluviali e marittime, si mescolarono le culture dei paesi che l’attraversavano ossia la Cina, la Turchia, il Turkmenistan, l’Uzbekistan, l’Iran e il Kirghizistan. La merce principale di tali scambi era appunto la seta, usata ai tempi in Cina per pagare i tributi all’imperatore.

Per quanto riguarda le rotte attraversate dalle carovane, sono mutate nel corso del tempo, tuttavia i principali itinerari in cui viaggiavano le merci dalla Cina erano quelli verso l’Iran e ai bacini del Tigri ed Eufrate e quello che partendo dalla Cina andava verso il Tarim e il Deserto di Taklimakan, per riunirsi poi a Kashgar. Le merci partivano dall’attuale città di Xi’An, un tempo capitale cinese per giungere a Roma.

Pare che il primo contatto con la seta del mondo Occidentale si ebbe in seguito alla sconfitta in Siria nel 53 dei Romani, durante la quale i Parti, che controllavano i beni che entravano e uscivano in Medio Oriente, per celebrare la loro vittoria esposero delle insegne e dei vessilli fatti in seta, la cui produzione e natura rimase per molto tempo ignota.

Secondo una delle varie leggende sulla nascita della seta, fu proprio la moglie del re cinese Giallo, Lei-Tsu a scoprire per caso il primo baco da seta. La principessa Lei-Tsu dopo ebbe il merito di scoprire tale lucente e resistente tessuto e la prima a dar vita alla bachicultura ed al primo telaio da seta.

Presto la richiesta della seta aumentò, e secondo dei racconti i romani partirono verso l’Asia centrale per tentare di scoprire il segreto della produzione della seta senza alcun esito positivo. I convogli romani che si mettevano in viaggio verso l’Oriente partivano dall’antica città di Tiro, considerata il punto di partenza occidentale della cosiddetta Via della Seta.

Il percorso delle carovane proseguiva verso la Siria, spingendosi verso le sponde dei fiumi Tigri ed Eufrate, per passare poi verso il monte Elbruz ed arrivare al deserto del Karakom.

I primi rapporti commerciali tra l’impero cinese e quello romano risale alla dinastia cinese Han, per terminare con l’apertura delle rotte marittime del Capo di Buona speranza e dopo del Canale di Suez. La seta ai tempi era detta serica, perché creato dal lontano popolo dei Seri, era una merce preziosa molto ricercata dai romani. Secondo una leggenda l’imperatore Cesare, in occasione degli spettacoli indossasse una toga di seta.

Dal canto suo la Cina conservò per tanto tempo il monopolio dell’esportazione della seta, istituendo una legge che vietava l’esportazione dei bachi da seta. L’industria serica fu per molto tempo una produzione esclusiva della Cina che man mano giunsero in Europa tramite le numerose strade che univano allora l’Asia al Medio Oriente e all’Europa.

Fu verso il VI secolo che le tecniche della sericoltura vennero introdotte in Europa, dapprima a Costantinopoli, che allora era la capitale dell’Impero Romano d’Oriente per poi diffondersi in tutta Europa.

 

Nuova Via della Seta

Con l’espressione Nuova Via della Seta, s’intende un’iniziativa strategica messa in atto della Cina per il migliorare la collaborazione tra paesi nell’Eurasia. Questa strategia vuole favorire il giro degli investimenti internazionali e le possibilità commerciali cinesi.

Lo scorso settembre del 2013, il presidente cinese Xi Jinping, in occasione di un discorso all’università di Astana, ha reso noto la sua intenzione di dar vita ad un piano per una nuova via della seta terrestre e marittima, oltre la nascita di una Banca asiatica d’investimento per le infrastrutture.

Xi Jinping, nel suo discorso circa la creazione di una Nuova Via della Seta, ha esposto le sue intenzioni basate sul desiderio di unificare i paesi che un tempo venivano attraversati dalla celebre Via della Seta, l’eliminazione delle barriere che ostacolano gli investimenti e la garanzia che la Cina non cercherà più di dominare i paesi vicini.

Il presidente cinese ha stretto in questi anni diversi accordi energetici con vari Paesi della regione ed i principali produttori mondiali di gas al mondo. Inoltre ha voluto stipulare accordi energetici pure con il presidente Ehmomali Rakhmon,per la creazione di un gasdotto che attraversi tutta l’Asia centrale. Infine, Xi Jinping ha siglato accordi di collaborazione energetica per l’ingresso cinese in Kashagan, dove si trova il più importante giacimento petrolifero moderno.

La Nuova Via della Seta cinese, rappresenta un importante progetto economici capace di mutare il volume degli scambi commerciali globali. Il progetto denominato OBOR o One Belt One Road, riguarderà ben 63 Paesi, e vuole integrare i due corridoi commerciali esistenti quello terrestre e quello marittimo. La Nuova Via della Seta via terra, mira a collegare la Cina col Medio Oriente, l’Europa e il Sud-est asiatico ed arriva fino alla Spagna.

Le rotte terrestri del nuovo progetto sono tre: la prima parte da Xi’an attraversa il centro dell’Asia fino al Mar Baltico, la seconda rotta con partenza sempre da Xi’an attraversa tutti i Paesi del Medio Oriente, e la terza rotta via terra parte da Kunming per raggiungere la città di Delhi in India. Per quanto concerne le rotte via mare, vi sono due principali rotte marittime: una che attraversa l’Oceano Indiano, la Malesia, Sri Lanka e il mar Rosso, l’altra attraverso il Mar di Cina arriva fino alle isole Pacifiche.

Tale progetto basandosi sulla costruzione di nuove infrastrutture e gli scambi culturali tra Asia, Africa ed Europa, mira pure ad espandere l’influenza strategica della Cina negli altri Paesi. In base ad uno studio pubblicato dall’Asia Society, nei prossimi anni la Cina è disposta a investire 3,5 migliaia di miliardi di dollari in opere infrastrutturali che oltrepassino la regione prossima dell’Asia-Pacifico, oltre la creazione di una rete ferroviaria alta velocità che colleghi Pachino a Mosca.

Il governo cinese ha reso noto lo stanziamento di ben 40 milioni di dollari, necessari alla la costruzione delle moderne infrastrutture necessarie per la creazione della Nuova Via della Seta. Una conseguenza del progetto cinese sarà la nascita di nuovi legami tra le imprese locali e quelle estere, soprattutto nel settore delle costruzioni e delle nuove tecnologie.